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PAOLETTX VITTORIA
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Anno V - (XX) - n. 3 - marzo '87
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DOMENICA DELLE PALME - 12 APRILE 1987
IL PAPA
Al GIOVANI
Cari giovani, cari amici,
«Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore
che Dio ha per noi...» (1 Gv 4, 16).
1. L'8 giugno scorso, ho avuto la grande gioia
di annunciare che la prossima giornata Mondiale
della Gioventù si terrà a Buenos Aires la Domeni-
ca delle Palme 1987. Con l'aiuto di Dio. starò allo-
ra compiendo la mia visita apostolica alle nazioni
del cono sud dell'America Latina: Uruguay Cile e
Argentina.
A Buenos Aires avrò la grande gioia di incontrar-
mi non solo con |a gioventù argentina, ma anche
con molti giovani provenienti da tutta l'area latino-
americana e da altri Paesi del mondo. In quell'in-
contro tanto atteso ci sentiremo tutti in comunio-
ne di preghiera, di amicizia e di fraternità, di re-
sponsabilità e di impegno con tutti gli altri giovan
che, riuniti attorno ai loro Pastori, celebreranno
questa Giornata nelle Chiese locali di tutto il mon-
do; ci sentiremo altresì uniti a tutti coloro che cer-
cano Dio con cuore sincero e vogliono impiegare
le loro energie giovanili e costruire una nuova so-
cietà più giusta e fraterna
2. Il tema e il contenuto di questa Giornata Mon-
diale pongono dinanzi ai nostri occhi la testimo-
nianza dell'Apostolo San Giovanni quando escla-
ma: «Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amo-
re che Dio ha per noi» (1 Gv 4, 16)
Posto che l'uomo senza amore non può vivere
né essere compreso, vi invito tutti a crescere in u-
manità. a porre come priorità assoluta i valori del-
lo spirito, a trasformarvi in «uomini nuovi», ricono-
scendo ed accettando sempre più la presenza di
Dio nella vostra vita, la presenza di un Dio che è
Amore; un Padre che ama ciascuno di noi da tutta
l'eternità, che ci ha creato per amore e tanto ci ha
amato da dare su.o Figlio Unigenito perché fossero
perdonati i nostri peccati, per riconciliarci c'on Lui,
per vivere con Lui una comunione di amore che
non avrà mai fine... ,
3. Le nostre celebrazioni avranno anche un'e-
splicita dimensione comunitaria, esigenza ineludi-
bile dell'amore di Dio e della comunione di coloro
che si sentono tigli del medesimo Padre, fratelli in
Gesù Cristo e uniti dalla forza dello Spirito...
Questo appello non esclude nessuno; al contrario
non conosce frontiere, ma abbraccia tutti i giovani
senza distinzioni, rinforzando e rinnovando i vin-
coli che li uniscono tra loro. In quest'occasione do-
vranno essere particolarmente vivi ed operanti i le-
gami con i giovani che soffrono le conseguenze
della disoccupazione, che vivono in povertà o in
solitudine, che si sentono emarginati o che porta-
no la pesante croce della malattia. Che il messag-
gio di amicizia arrivi anche a quanti non accettano
la fede religiosa. La carità non transige con l'erro-
re. però muove sempre incontro a tutti per indica-
re la via della conversione. Che belle e luminose
parole ci rivolge al riguardo San Paolo nell'inno
alla carità! (cfr. 1 Cor 13). Siano esse per voi ideale
di vita e preciso impegno nel presente come nel
futuro! ....
La costruzione di una civiltà dell'amore richiede
tempre forti e perseveranti, disposte al sacrificio e
desiderose di aprire nuove strade alla convivenza
sociale, superando divisioni ed opposti materiali-
smi. È questa una precisa responsabilità dei giova-
ni d'oggi che saranno gli uomini e le donne di do-
mani, agli albori del terzo millennio cristiano.
UNA MODA DILAGANTE
BESTEMMIE E COSTUME
Anno per anno, mese per mese, settimana per
settimana, giorno per giorno, sulle bocche di trop-
pi si moltiplicano le bestemmie. E che bestemmie!
A vedere la passione con la quale taluni ci si met-
tono, si potrebbe quasi pensare che alle bestem-
mie essi attribuiscono un potere taumaturgico... E
se il tale o tal altro ne tira fuori una inaspettata e
più forte, i colleghi bestemmiatori non trovano pa-
ce finché non gli abbian mostrato cosa sanno fare
anche loro.
Questa ... moda dilagante e di esibizionismo a
livello subculturale è una corsa a chi le dice più'
grosse, a chi si dimostra più spregiudicato e disin-
volto.
Se vogliamo essere oggettivi, dobbiamo ricono-
scere che in questa smania per il turpiloquio (rea-
to secondo l'art. 724 del Codice Penale, è stato re-
centemente condannato l'omosessuale Leopoldo
Mastelloni per aver il 22 gennaio 1984, nel corso di
un collegamento televisivo, bestemmiato in pubbli-
co) convivono due aspetti molto diversi: da un lato
il movente liberatorio, dissacratore di antiche ini-
bizioni radicate nell'ignoranza e nell'ipocrisia so-
ciale e dall'altro la paura e semplice complicità di
chi cerca, con la sua volgarità, di coinvolgere l'al-
trui silenzioso assenso. Si tratta di vedere, nell'at-
tuale rigurgito di blasfemi, qual e la percentuale
dell'uno e dell'altra.
Le esibizioni di alcuni noti bestemmiatori, per il
sottoscritto, sono soltanto penose e volgari e tipi-
che di servilismo, di piaggeria verso una moda che
non può e non deve essere vincente. La bestem-
mia del «mediocre» (appartenente a qualsiasi stra-
to sociale) passa sopra alla buona educazione e al
dovere del rispetto per gli altri. Ma è, oltre tutto,
un orrore: perché la volgarità non paga mai.
Alcuni bestemmiatori pensano di far ridere nel
momento delle loro pessime esibizioni ma, i gran-
di umoristi, dà Charlot a Totò (perdonatemi «Mae-
LA BESTEMMIA OFFENDE ANCHE
TE
stri» per questo irriverente accostamento) sono
stati castissimi e parafrasando il famose detto man-
zoniano, essi sapevano che, nel mondo, di volgari-
tà ce n'era anche troppa per aggiungerne altra.
I bestemmiatori credono che la libertà, nella so-
cietà di oggi, consista nel profanare quei valori che
sono sacri ai più; credono che dissacrare ciò che
per loro non è sacro, possa dare forma e sostanza
ai loro... discorsi ma, in realtà non sanno di essere
solo e sempre «uomini di mer...» pardon «hommes
de merde».
Grazie per l'ospitatità.
GOFFREDO BALESTRA
4. Nell'attesa gioiosa del nostro incontro, vi invi-
to tutti a una profonda e meditata preparazione spi-
rituale che accresca il dinamismo ecclesiale della
Giornata. Mettetevi in cammino! Che il vostro itine-
rario sia scandito dalla preghiera, dallo studio, dal
dialogo, dal desiderio di conversione e di migliora-
mento. Camminate uniti partendo dalle vostre par-
rocchie e comunità cristiane, dalle vostre associa-
zioni e movimenti apostolici...
A tutti i giovani e le giovani del mondo invio il
mio affettuoso e cordiale saluto
Invito tutti i giovani e le giovani del mondo a ce-
lebrare con particolare intensità e speranza la Gior-
nata Mondiale della Gioventù, la prossima Dome-
nica delle Palme 1987. Raccomandando la prepara-
zione e i frutti della Giornata a Maria, la giovane
Vergine di Nazaret, l'umile ancella del Signore, che
ha creduto nell'amore del Padre e ci ha dato Cri-
sto «nostra Pace» (cfr. Ef 2, 14).
Cari giovani, cari amici, siate testimoni dell'amo-
re di Dio, seminatori di speranza e costruttori di
pace
ALL'INTERNO
Concorsi al Comune
pag. 4
Professione disoccupato
pag. 6
Taccuino economico
e tributario
pag. 10
La pagina sportiva
pag. 9
Villa Margherita - Corso
pag. 14
Caccia:
No al referendum
pag. 15
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